DJUMBUBAKI: ed è subito festa!
In Italia esistono il GREST, la RERA, l'oratorio estivo...
A Bubaque nel luglio scorso è invece nato il DjumBUBAKI*, primo esperimento di animazione estiva per i tanti bambini che gravitano intorno alla missione. Un'iniziativa semplice, attuata con pochi mezzi ma con grande creatività, che resterà nel cuore dei 140 bambini che hanno partecipato.
1 campo di ferie a Bubaque-Luglio 2007
1° campo di ferie a Bubaque - Luglio 2007
Il benvenuto agli amici italiani
Il benvenuto agli amici italiani
Il DjumBUBAKI è nato grazie ai giovani della Parrocchia, che nei mesi precedenti si sono preparati a questo campo di ferie insieme a p. Jaime e Daniela e che non si sono risparmiati per regalare ai bambini di Bubaque un'esperienza di crescita e di amicizia.
Giochi a squadre
Giochi a squadre
Un momento del DjumBUBAKI
Un momento del DjumBUBAKI
A dar loro man forte, sono arrivati dall'Italia tre giovani e avventurosi saronnesi - Gabriele, Silvia e Michele - insieme a Valentina.
Bandiere (al contrario)
Bandiere (al contrario!)
Nelle testimonianze che seguono, la gioia e l'entusiasmo per un'esperienza che per tutti si è rivelata bella ed arricchente.
Mangiare con le mani, viaggiare in canoa, vincere la paura di serpenti e insetti, imparare qualche parola in criolo hanno richiesto un po' di spirito di adattamento, ma hanno creato tra italiani e guineensi un fortissimo legame di amicizia.
Gli animatori
Gli animatori
In fila per la merenda
In fila per la merenda
...Un legame che coinvolge anche tutte le persone che dall'Italia hanno appoggiato e supportato il DjumBUBAKI, aiutandoci a realizzare questa piccola ma importante iniziativa.
Un grazie specialissimo va a don Marco e a tutti i ragazzi dell'Oratorio di via Legnani a Saronno, che ci hanno ricordati spesso durante la RERA 2007, aiutandoci a regalare ogni giorno la merenda ai bambini del DjumBUBAKI. A tutti loro, da parte della missione di Bubaque, un sentito OBRIGADU (grazie)!!!!
Serata finale di saluto
Serata finale di saluto
L'appuntamento è all'anno prossimo, con la seconda edizione del campo estivo di Bubaque!!!
* DjumBUBAKI: dal criolo DJUMBAI (divertirsi) + BUBAKI (Bubaque)
Daniela
 
Le testimonianze dei volontari
 
Michele
Inizio col dire che questa è stata l'esperienza più bella e più significativa che abbia mai fatto! Unica pecca: il viaggio!! Troppo lungo, troppe ore di attesa... insomma troppo! Partiamo dall'accoglienza a Bubaque: una cosa bellissima e soprattutto inaspettata! Tutti i giovani che partecipavano al campo di ferie erano lì ad attendere il nostro arrivo cantando e suonando. Che spettacolo!
Michele e Macy
Michele e Macy
Poi abbiamo conosciuto i missionari: padre Jaime, un brasiliano molto timido che suona il bongo con molta classe; padre Antonio, anche lui brasiliano, conoscitore di molte lingue e famoso per la "sua" parabola: «Voi che siete giovani andate lontano; io resto qui a pregare per voi!»; infine padre Franco, italiano di Castiglione Olona, ordinato insieme al nostro Fabion (Fabio Saccon), che fa coppia fissa con padre Antonio.
Ma i veri protagonisti di questo campo di ferie sono i bambini! Sono tutti belli, simpatici, "molto abbronzati", e appena ti vedono ti saltano addosso per salutarti! E poi c'era la nostra Daniela, sempre pronta a portarci da tutte le parti (per fortuna non siamo finiti sul toka-toka...!), a tradurre quello che dicevano i Bubaquesi, a presentarci il grande Vasco... in poche parole era sempre presente!
Non sto a raccontare tutto quello che abbiamo fatto, altrimenti non finisco più, però voglio concludere col ringraziare e col salutare Daniela, i padri, TUTTI i giovani che mi mancano una cifra, i bambini del campo, Pedro, il maiale e la capra che ormai non ci sono più, Nuno, Vasco, Dominguinho... e i miei compagni di viaggio: Lele, Silvia e Vale. Ci si vede l'anno prossimo... tanto torno!!
Micky
 
Valentina
Adeodata ha attirato la mia attenzione e la mia simpatia perché era l'unica bambina che di fronte al braccialetto di plastica distintivo del Djumbubaki, che tutti portavano al polso con gioia e fierezza, lo lanciava a destra e a manca rifiutandosi di indossarlo. Adeodata è una bambina speciale, speciale per la sua storia, ma anche per il suo essere: in un metro e poco più è concentrato un piccolo terremoto di simpatia che non le risparmia qualche (?) sberla dai compagni più grandi. Non ubbidisce, corre, spinge gli altri, è distratta, ma questo cocktail non le impedisce di esprimere atteggiamenti d'affetto veri e sinceri come quando ti prende la mano, ti si siede vicino e, finalmente ferma, non si sposta più.
In fila per i giochi
In fila per i giochi
Provo una simpatia ed un affetto incredibile per Adeodata e per tutti i bambini che ho incontrato a Bubaque perché sono veri, sinceri, spontanei e con il loro modo di essere ti regalano una parte della loro vita così com'è. E sempre loro mi insegnano a prendere la vita così come mi è stata donata, nella sua essenzialità, condividendola con gli altri. Questo è stato per me il Djumbubaki: il volto di Adeodata e di tutti i bambini che con il loro sorriso mi hanno contagiato con la loro gioia di vivere. I loro visi sono il mio ricordo della Guinea.
Valentina
 
Gabriele
Quest'anno le mie vacanze estive sono state un po' diverse dal solito. Infatti, a cavallo tra luglio e agosto, in compagnia di altri 3 amici, ho deciso di fare un "viaggetto" in Africa per andare a trovare mia sorella Daniela in Guinea.
Gabriele e Timas
Gabriele e Timas
A Bubaque abbiamo collaborato con i giovani guineensi per organizzare una specie di oratorio estivo, il "Djumbubaki", che ci ha permesso di stare a contatto diretto con la gente e soprattutto con i bambini. Abbiamo fatto anche un po' i turisti, visitando la bellissima spiaggia incontaminata dell'isola, ma abbiamo soprattutto condiviso la vita della gente del posto, come la traversata in canoa (cinque ore su una barca stracolma di uomini e animali) e il pranzo alla festa del campo di ferie, preso con le mani dallo stesso recipiente.
L'esperienza ha di gran lunga superato ogni mia iniziale aspettativa. Se ero partito principalmente con l'intento di raggiungere e rivedere mia sorella, là ho trovato molto di più: l'accoglienza sia dei giovani di Bubaque sia dei padri missionari; l'entusiasmo dei ragazzini nel vedere qualcuno venire da tanto lontano per raggiungere proprio la loro piccola e sperduta comunità; la condivisione con gente più povera, ma non per questo meno capace di donare generosa amicizia; la bellezza del poter comunicare tramite un linguaggio - per ovvi motivi - diverso da quello delle parole.
Gabriele
 
Silvia
Sono partita dall'Italia con molto entusiasmo e purtroppo senza conoscere il criolo, lingua parlata in Guinea.
Bruno e Silvia
Bruno e Silvia
Per fortuna siamo arrivati a Bubaque il Venerdì e il "kampu di ferias" iniziava solo lunedì. Abbiamo avuto tre giorni per imparare almeno le forme principali del criolo, che ci hanno permesso di presentarci ai bambini e ai ragazzi. Tutti ci hanno dimostrato comprensione ed erano contenti di sentirci "parlare" la loro lingua. Il progetto per il quale Daniela ci ha invitati ad andare in Guinea è stato quello di preparare un oratorio estivo per i bambini di Bubaque: il DjumBubaki.
I giovani del posto stavano organizzando il "kampu di ferias" già da mesi, hanno lavorato molto e ognuno ha cercato di dare il proprio contributo per rendere più divertente e originale questa esperienza.
Durante tutta la settimana abbiamo aiutato a preparare giochi, animazioni e momenti di preghiera cercando di far divertire i più piccoli e di confrontarci con i più grandi, ascoltando i loro problemi nell'organizzazione, rendendo attuabili le loro idee più originali, cercando di dissuaderli da quelle più esigenti ed irrealizzabili e dando consigli su come comportarsi in alcune situazioni nei confronti dei bambini.
Siamo rimasti sull'isola due settimane e sono molto contenta di aver incontrato tutti questi ragazzi e ragazze pieni di entusiasmo, con cui ho condiviso momenti di allegria e forti emozioni. Nonostante i linguaggi differenti non è mai mancato il confronto, attraverso sguardi, gesti, ma anche attraverso balli, canti e la grande festa bijagòs che i giovani di Bubaque hanno organizzato per salutarci.
Ringrazio tanto Daniela, i padri del Pime che ho incontrato in Guinea e Michele, Gabriele e Valentina, con cui ho vissuto questa esperienza che porterò sempre nel cuore.
Obrigadu (grazie)!
Silvia
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