|
|
|
Silvério e Tina
Bubaque, settembre 2006
Lui è un tecnico radio, lavora nel campo da parecchio tempo e dopo varie esperienze in Guinea e Capo Verde è approdato al progetto di p. Luigi. A Bubaque coordina la nostra "radio Bijagós", che al momento trasmette solo un paio d'ore al giorno ma che in futuro dovrebbe diventare un importante punto di riferimento per l'intero Arcipelago.
![]() Silvério ai piedi del "polon" della FASPEBI Lei ha 23 anni e viene dalla tabanca di Bruce, a due passi dalle rinomate spiagge dell'isola. Per pagarsi gli studi fa le pulizie nella sede della FASPEBI. Quest'anno ha finito l'ottava classe (equivalente più o meno alla prima superiore italiana) e l'idea è quella di continuare a studiare.
A fine ottobre Silvério e Tina convoleranno a giuste nozze nella piccola chiesa della missione di Bubaque, dedicata a Nossa Senhora Imaculada dos Bijagós.
"Giuste" nozze... forse non a detta di tutti, dato che la futura sposa è palesemente in dolce attesa.
In virtù dell'amicizia che c'è tra me e Silas, sono stata tra i primi a sapere la notizia.
Silvério è cattolico e qui a Bubaque fa il catechista, suona per animare le celebrazioni e la domenica dirige il coro: insomma, è un personaggio di spicco nella vita della piccola comunità cristiana.
Forse proprio per questo, quando si è saputo che Tina aspettava un figlio, nella praça [1] non si parlava d'altro: scandalo!
Di certo non mi aspettavo tutto questo moralismo in un posto come Bubaque, dove ogni cosa sembra permessa e la sessualità è vissuta in modo molto libero.
Fin da subito comunque Tina e Silas si sono detti intenzionati a formare una famiglia ed a seguire un cammino di preparazione al matrimonio.
Certo, di solito i passi vanno fatti al contrario, ma c'è da dire che Tina viene da una tabanca dove è ancora molto forte il peso della tradizione bijagò [2] e dove una donna, per potersi sposare con la benedizione della famiglia, deve prima avere un figlio per dimostrare di essere fertile.
Per noi queste sono tradizioni incomprensibili, ma la cultura africana dà grande valore ai figli e vede nella sterilità la disgrazia più grande per una donna.
Qui le ragazze iniziano presto, partoriscono per la prima volta a 13-14 anni e quando arrivano alla mia veneranda età hanno già sfornato una mezza dozzina di mocciosi (...io che mi trovo qui da sola e che per giunta non ho neanche un figlio, rappresento per loro un mistero incomprensibile!).
![]() Bambini Da queste parti la sessualità è molto libera e tutti vanno con tutti: ci si piace, si sta insieme per un po' o anche solo per una notte, poi ognuno va per la sua strada. Se per sbaglio salta fuori un figlio, la famiglia di lei se lo tiene senza problemi. La cosa qui è talmente diffusa che la prima domanda che abitualmente viene rivolta a due fratelli è: "Bo djunta pape ku mame?" (Siete figli dello stesso padre e della stessa madre?). Il più delle volte la risposta è negativa...
Il figlio di Tina e Silas di certo avrà due genitori che si prenderanno cura di lui e potrà crescere in una famiglia vera, ma... gli altri, che spesso nemmeno sanno chi li ha generati??!!
Daniela
[1] Piazza, centro.
[2] Contrariamente a quanto avviene nel resto della Guinea, tra i bijagós il peso sociale della donna è molto forte.
|
|
|
Questo sito è stato visitato 17530 volte
|
|