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Domingo Norte
maggio 2006
In un territorio che è poco più esteso di Veneto e Lombardia messi insieme, la Guinea Bissau accoglie una trentina di gruppi etnici differenti, ciascuno con lingua e tradizioni proprie: Mandinga, Balanta, Fula, Manjaco ed altri ancora.
Nell'arcipelago delle Bijagós, come il nome stesso suggerisce, l'etnia prevalente è quella bijagó: tra i 30.000 abitanti delle 53 isole che costituiscono l'arcipelago [1], i guineiani appartenenti ad altri gruppi sono ancora pochi.
Pur non parlando la lingua locale, quasi tutti riescono ad integrarsi senza problemi; resta però forte in loro il senso di appartenenza alla propria comunità d'origine, segno di un forte legame con le proprie radici.
Non fa eccezione alla regola Domingo Cussé Norte, detto amichevolmente Norte.
![]() Domingo Norte Appartiene all'etnia Felupe e arriva da Suzana, località tristemente nota perché teatro di un recente conflitto che ha contrapposto esercito guineense e indipendentisti della Casamance.
Gli spostamenti in Guinea sono difficili e costosi e l'ultimo viaggio di Domingo a Suzana risale al 1998.
E' facile perciò immaginare la sua gioia quando, tornando da una visita al nord del Paese, gli ho portato notizie dei suoi familiari e del suo villaggio d'origine!
La "diversità" di Norte si coglie al primo sguardo: vive in quest'isola da molti anni, ha sposato una donna di Bubaque e partecipa a tutti gli effetti alla vita della comunità, ma il sorriso triste che porta stampato sul volto e quell'aria un po' così, tra il paziente ed il rassegnato, danno l'impressione che alle Bijagós si senta perennemente un pesce fuor d'acqua.
Dei miei 6 "colleghi" impiegati a tempo pieno nella FASPEBI [2], Domingo è il più anziano e svolge la funzione di logista: avvalendosi di una lunga esperienza come muratore, segue la costruzione e la riparazione delle scuole che fanno parte del progetto e si occupa dell'acquisto dei materiali edili.
Gran lavoratore e persona onestissima, sul lavoro gode della fiducia e della stima di tutti.
In un Paese in cui le aspettative di vita non superano i 43 anni, il mezzo secolo di Domingo gli vale già il titolo di omi garandi, di anziano; si tratta di un appellativo che da queste parti non ha nessuna connotazione negativa, ma che è anzi accompagnato dalla stima e dal rispetto di tutti.
La vecchiaia in Africa non fa paura e neppure viene vista come una sorta di handicap: l'anziano è fonte di saggezza, custode del sapere tradizionale, punto di riferimento per l'intera famiglia e per tutta la tabanca [3]... ed ogni volta che mi viene chiesto se anche in Europa esiste una simile venerazione per chi ha accumulato molti anni di esperienza e di vita, provo un forte senso di vergogna nel raccontare (ad un uditorio incredulo) degli ospizi dove parcheggiamo i nostri vecchi...
Di ospizi e di altre degenerazioni occidentali Domingo non ha mai sentito parlare in vita sua: come la maggior parte dei suoi compatrioti, non è mai uscito dai confini della Guinea ed i pochi anni trascorsi sui banchi di scuola non gli hanno permesso di crearsi una cultura solida e approfondita.
E' di certo un uomo semplice, ma la mancanza d'istruzione non toglie nulla alla bontà del suo carattere; per questo non posso che sentirmi confortata al pensiero che nella mia nuova sistemazione a Bubaque (il trasferimento è previsto per... fine giugno?) potrò contare su un vicino di casa come Domingo.
Qualche settimana fa sono andata a fargli visita per conoscere la sua famiglia e cominciare così ad instaurare quei rapporti di buon vicinato che da queste parti sono tanto importanti, e mi sono stupita per la bella accoglienza riservatami da lui e dalla moglie, come se l'avermi ricevuta in casa loro fosse stato uno speciale onore.
Sarà bello - ne sono certa - condividere con queste persone la quotidianità della mia vita in Africa.
Daniela
[1] Solo 19, però, sono abitate. Bubaque è la capitale amministrativa dell'arcipelago.
[2] "Fundação de Apoio ao Desenvolvimento dos Povos do Arquipelágo dos Bijagós" - ONG locale fondata da p. Luigi, che ne è anche il Presidente. La FASPEBI appoggia le scuole dell'obbligo delle isole Bijagós attraverso un progetto di insegnamento bilingue portoghese-criolo. E' qui che io lavoro, occupandomi della formazione dei professori, della revisione dei libri di testo e di tutto ciò che riguarda didattica e pedagogia!!!
[3] In criolo, villaggio, comunità locale.
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